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Forno a Legna di Corte Alberti


Il forno di Corte Alberti, ormai in disuso, era ridotto veramente in cattive condizioni. La struttura di copertura era crollata e parte dei mattoni erano spariti, forse riutilizzati per altre costruzioni (vedi foto lato).

ITALIA NOSTRA sezione Milano Nord-Ovest, associazione volontaristica che da più di un decennio opera sul territorio di Cornaredo, per non perdere una delle ultime testimonianze della nostra civiltà agreste, ha provveduto ad eseguire i sopralluoghi in sito ed a compilare un progetto di recupero. Si sono associati a questo scopo la PRO LOCO di Cornaredo ed un gruppo di cittadini: gli AMICI DEL FORNO DI CASCINA CROCE.

Un particolare rogito notarile ha affidato ai proprietari degli immobili prospicienti la corte Alberti la custodia e la manutenzione del vecchio forno e della pompa per l’acqua. ITALIA NOSTRA si è attivata per raccogliere i consensi di tutti i proprietari residenti, indicando la necessità di stilare un regolamento per l'utilizzo futuro del forno, dopo il suo recupero.

Originariamente il forno era costituito da una prima struttura massiva in muratura di mattoni con all’interno la camera di combustione e da un portico antistante al forno: il tutto era collegato da una copertura in coppi. 

Nello studio della nuova architettura, oltre all'introduzione di un arco in mattoni a vista, si è cercato di dare al forno una robusta consistenza in grado di sfidare il tempo.

L’esecuzione dei lavori è stata poi affidata da Italia Nostra a tecnici esperti che hanno  provveduto a risanare la vecchia struttura del forno ed a ricostruire il nuovo involucro architettonico.

Il Cantiere: Esecuzione struttura, Impresa costruttrice OGGIONI, Costruzioni Edili di Cornaredo. Cassero voltino, Sig. Asandri – Progetto e Direzione Tecnica, Geom. Ghidorzi, ITALIA NOSTRA. Esecuzione del comignolo, Sig. Bruno Grezzi.

Il nuovo assetto del forno, in alternativa al primitivo portico (ormai non fattibile per le esigenze di passaggio, che nel tempo sono subentrate alla vecchia sistemazione) ha un voltino che come sostegno utilizza il proseguo di circa 50 cm delle murature laterali, una struttura pensata per resistere nel tempo e proteggere il frontale del forno restaurato.

Un aspetto che merita di essere segnalato è la particolare evacuazione dei fumi della combustione durante il preriscaldamento del forno. In questo forno, a differenza di quanto avviene per vecchi forni da pane, i fumi non escono subito dal lato frontale, ma percorrono tutta la volta interna per imboccare due condotti posti sul fondo della camera di combustione, ed uscirne sul frontale, al di sopra del portello di imbocco al forno.  Questo lungo percorso rappresenta un significativo esempio di recupero termico, che viene a migliorare (come per le stufe di nuova generazione) notevolmente il rendimento termico del forno.

Il restauro del forno ha previsto le seguenti attività:

  • Rimozione delle parti di muratura degradate e ristrutturazione dei due muri laterali di contenimento del forno.
  • Riformazione delle falde del tetto come da timpano esistente, formazione della gronda sporgente con voltino in mattoni e messa in opera di una copertura in coppi antichi.
  • Ricostruzione della cappa e del comignolo antistante l’imbocco del forno.
  • Riparazione del piano di cottura e rimessa in opera del portello in ferro.

Il restauro è pienamente riuscito e ad iniziare dal 22 Settembre 2001, giorno del suo collaudo, il forno è stato utilizzato per sfornare pizze e pane.